Coronavirus, fase 2: dal 18 maggio riaprono le mostre

Coronavirus-Mostre

CORONAVIRUS MOSTRE – Oltre a poter rivedere i propri “congiunti”, la fase 2 annunciata dal Premier Giuseppe Conte lo scorso 26 aprile, dava il via libera anche a mostre e musei. Il 18 maggio, infatti, è prevista la riapertura delle strutture di tutti gli istituti culturali, sempre nel rispetto delle norme igienico-sanitarie previste per l’emergenza Coronavirus. Ma c’è chi non è per niente ottimista e definisce la riapertura di queste strutture “impossibile”. Tra queste persone c’è Iole Siena, Presidente del Gruppo Arthemisia, aziende leader nella produzione di mostre.

Coronavirus, ecco perché la riapertura di mostre e musei è impossibile: le parole di Iole Siena

“Le imprese che operano nel settore della cultura hanno subìto perdite enormi a causa della chiusura obbligata delle attività per la pandemia del COVID-19.  Il settore delle mostre d’arte è uno dei più colpiti per due motivi: il primo è perché vive soltanto sugli incassi delle biglietterie, che sono di fatto bloccate dalla metà di febbraio; il secondo è che i costi delle mostre si sostengono al 95% prima dell’apertura, mentre i ricavi sono tutti successivi.  Quindi, cosa è successo con la chiusura improvvisa? Le imprese si sono trovate con tutti i costi delle mostre aperte o in apertura ma senza incassi. E considerando i costi non proprio contenuti delle mostre… si parla di qualche milione di euro. A sorpresa e diversamente da quanto programmato negli altri Paesi, si è appreso solo ieri che in Italia è prevista una riapertura delle mostre il 18 maggio”.

I rischi della riapertura

“Per prima cosa non c’è stata ancora una risposta su eventuali sostegni per le imprese della cultura. Inoltre, con le incertezze economiche correnti, potranno spendere soldi per visitare una mostra? Gli spazi espositivi delle mostre, in più, tipicamente non sono ambienti “sani”: non hanno finestre (né si possono aprire, per la conservazione delle opere), di solito hanno la moquette in terra, non c’è ricambio di aria. Le misure di sicurezza da adottare richiedono tempo (almeno 4 mesi di lavoro) e ulteriori investimenti. Si sarà pronti non prima di settembre, con le misure adeguate. Il pubblico delle mostre è composto per il 10% dal pubblico scolastico (escluso in questa fase), per il 40% dal pubblico dei gruppi (escluso in questa fase), per il 15% dal pubblico di turisti (escluso in questa fase), per il 15% dal pubblico over 65 anni (escluso in questa fase). Rimane un 20% del cosiddetto “pubblico singolo” che, se anche volesse andare alle mostre, non consentirebbe in alcun modo di coprire le spese”.

Coronavirus e soluzioni per musei e mostre

“L’apertura del 18 maggio, insomma, può valere solo per alcuni musei pubblici – posto che possano garantire le misure di sicurezza in tempi così rapidi – o per mostre sostenute con fondi pubblici, per cui ci si può appellare al servizio pubblico. Aprire una mostra tra qualche settimana sarebbe antieconomico e rischioso per la salute di chi lavora e di chi visita, aumenterebbe il rischio delle perdite già certe e andrebbe quindi a peggiorare una situazione già molto compromessa”.

Coronavirus, rischi sanitari ed economici della riapertura di mostre e musei